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Cultura : Alla riscoperta dei Giganti Verdi
on 2012/5/25 10:55:17 (1304 reads)

Tredici giorni a piedi sulle tracce del Tratturo Lucera-Castel Di Sangro

Il progetto Tr@tturo Coast to Coast è stato ideato da Francesco Cimino, un geologo isernino con tante idee e tanta voglia di scommettere sulle risorse della sua terra, puntando su una in particolare: i tratturi. Delle antiche vie pastorali, che fanno di tre regioni, l’Abruzzo, il Molise e la Puglia, un unico grande territorio, si è persa traccia. Una autostrada ante litteram che si dipana su migliaia di chilometri, raggiungendo talvolta la larghezza di 111 metri.

Ma dove sono finiti i famosi giganti verdi? Lo abbiamo chiesto a Francesco Cimino che, il 5 di giugno, darà il via ad una straordinaria avventura lungo il tratturo Lucera-Castel Di Sangro. “I tratturi – ha dichiarato Cimino – sono noti solo per brevi tratti, per lo più privi di segnaletica. Non esistono mappe dettagliate che ne indichino il percorso. Come se non bastasse, dei pochi tratti noti non si hanno informazioni reali sullo stato di conservazione e di percorribilità. Di fatto sono per lo più inaccessibili e, sebbene ritenuti di inestimabile valore storico e culturale, e considerati una grande opportunità per lo sviluppo turistico ed economico dei territori che li ospitano, nella realtà versano in uno stato di assoluto abbandono”.
In cosa consiste Tr@tturo Coast to Coast? “Tr@tturo Coast to Coast ha lo scopo di riscoprire il tracciato integrale del tratturo Lucera-Castel di Sangro, evidenziandone lo stato di conservazione, l’estensione, la percorribilità e i punti di interesse ad esso connessi. Un’esplorazione in stile avventuroso che mi condurrà alla riscoperta di un percorso dimenticato, esclusivamente a piedi e per 200 km, in circa 13 giorni consecutivi di marcia in solitaria, senza contare mai nei comodi alloggi di alberghi o nei mezzi di locomozione vari, con lo scopo di individuare, rimappandolo, l’intero tracciato del tratturo Lucera-Castel di Sangro”.
La partenza è programmata per il 5 di Giugno a Lucera, il percorso sarà in monticazione. Il progetto, in sintesi, si ripropone di ritracciare il tratturo e di scoprire i luoghi di interesse che gravitano sul tracciato. I risultati dove confluiranno e come saranno fruibili? “Il percorso e i luoghi saranno di volta in volta georiferiti, censiti e mappati; inoltre, durante il periodo dell’esplorazione, si avrà la possibilità di consultare quotidianamente, on line, sul sito web www.tratturocoast2coast.org e sul social network FACEBOOK, la percorrenza parziale effettuata. Sarà possibile contattarmi ed eventualmente condividere con me una tappa del percorso. Alla fine del viaggio, il tracciato e tutte le informazioni ricavate, comprese quelle relative ai comuni interessati, saranno condivise e rese accessibili via internet sul sito web dedicato e consultabili su mappe digitali. Si renderanno così fruibili, per consultazione globale, le informazioni chiave per programmare il proprio viaggio sul tratturo, intero o in tappe, e per scoprire i centri storici e le attrazioni limitrofe”.
Un nuovo modo di riproporre e di riutilizzare il tratturo? “Proprio così. Il tratturo Lucera-Castel Di Sangro verrà riproposto in chiave moderna e ricca di contenuti, su mappe digitali, facilmente accessibili. Tratturo Coast to Coast è un viaggio di opportunità. Ricongiungere in un unico tragitto il tratturo permetterà quella continuità che tutt’oggi manca e che sino ad ora ne ha reso impossibile la fruizione.
Quanto e come ci si prepara per un’avventura di questo tipo? “Il viaggio ha richiesto una preparazione di circa quattro mesi, tempo necessario per la messa a punto del progetto: i materiali e le tecnologie necessari, la diffusione mediatica, l’allenamento fisico, la preparazione storica e quella scientifica. È stato necessario, infatti, procedere allo studio preliminare del tracciato e dei punti di interesse ad esso connessi grazie al prezioso aiuto di uno storico molisano esperto di tratturi, il professor Natalino Paone, e con tecnologie digitali di tipo GIS”.
Chi supporta l’iniziativa? “Si è cercato di coinvolgere nel progetto tutti gli attori locali interessati in qualche modo dal tragitto, enti, associazioni, ma anche privati che hanno la possibilità di essere censiti e pubblicizzati. Il contributo stanziato dai vari enti e sostenitori è indirizzato all’acquisto dei materiali necessari per una buona riuscita del progetto, ma anche alla diffusione mediatica dell’iniziativa, alla realizzazione del sito internet, ai sopralluoghi preliminari su campo, alla grafica e al lavoro di restituzione delle informazioni e di pubblicizzazione del sito web”.
Quali gli sviluppi futuri? “Il progetto, che tramite il web rappresenterà una ‘vetrina’ pubblicitaria del tratturo e dei comuni interessati, consentirà di ripristinare il percorso tratturale; si porranno le basi per la mappatura, per la progettazione sentieristica e per il rifacimento della segnaletica, sia del tracciato che dei punti di interesse, così da avere un sistema attrattivo completamente fruibile e dunque inseribile all’interno di progetti per lo sviluppo turistico”.



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